FMT FAQ - Milano VetExpo
Le risposte alle 10 domande più frequenti in fiera

FMT FAQ - MilanoVetExpo

Domande e risposte

Grazie di aver visitato il  nostro stand.
In questo post riproponiamo le 10 domande più frequenti che ci sono state poste sul trapianto di microbioma in occasione della fiera Milano VetExpo 2021.

EuBiome vuole rendere accessibile il trapianto di microbioma a chi ne può trarre beneficio, e contribuire a creare conoscenza per un trapianto sempre più efficace.
Tramite il "Progetto Pet FMT" i medici veterinari possono applicare il trapianto fecale in cani e gatti con enteropatia, che è normalmente associata a disbiosi del microbioma intestinale.
Ripristinare l'eubiosi può avere effetto positivo sulla salute dell'ospite.

Il Progetto Pet FMT è unico in Europa ed è stato approvato dall'Organismo per il Benessere Animale dell'Università di Padova.

10 FAQ sul trapianto di microbioma fecale (FMT)

Non esiste sufficiente letteratura per rispondere. I pochi casi clinici pubblicati mostrano che il miglioramento clinico se avviene, è rilevabile dopo alcuni giorni, settimane; sembra essere più rapido nei casi meno gravi, dove tessuti e organi dell'ospite sono meno danneggiati.
Il test del microbioma PRE e POST FMT mostra l'eventuale miglioramenteo verso l'eubiosi ed è fondamentale per monitorare l'evoluzione della situazione.

Nel cane e nel gatto non esistono protocolli standardizzati, né linee guida ufficiali che indichino la frequenza e il numero di trapianti.
La letteratura riporta che il miglioramento clinico può avvenire dopo il primo trapianto o richiedere interventi multipli. In un caso di studio si riportano 9 trapianti in 6 mesi a distanza di 3 settimane. 
L'osservazione dei sintomi e l'analisi del microbioma possono dare indicazioni per decidere in merito ad un successivo trapianto. In particolare gli indici che si ottengono dal test del microbioma sono utili per il confronto con dati precedenti dello stesso animale e con i dati riferiti ad animali sani.


Le feci vengono inviate periodicamente al laboratorio dove il microbioma è purificato e liofilizzato. Prima del rilascio le capsule vengono tenute in quarantena. 
Le capsule contengono circa 100 o 200 mg di materiale fecale liofilizzato, a seconda della taglia dell'animale a cui sono destinate. 

Finora non abbiamo registrato difficoltà nell'assunzione delle capsule, che sono di piccole dimensioni (1-2 centimetri) e vengono facilmente somministrate con un piccolo boccone di cibo.

Il processo di preparazione viene eseguito secondo procedure standard mutuate dalla letteratura scientifica più recente. Inoltre ogni lotto viene verificato al termine della produzione con analisi di vitalità, verifica del numero di cellule totali, analisi del microbioma. Le stesse analisi vengono ripetute a distanza di 6 e 12 mesi.

Analizziamo le feci del donatore per la presenza dei principali patogeni trasmissibili con le feci: parassiti  e batteri, tossine e virus patogeni.
Teniamo in quarantena ogni lotto di materiale fecale fino al successivo controllo del donatore.
Sequenziamo ogni lotto con l'approccio 16S NGS Illumina, così da poterlo confrontare con il ricevente e valutare il livello di attecchimento del nuovo microbioma.
Sottoponiamo il donatore a esame ematobiochimico completo e integrato con pannello gastroenterico/pancreatico, per escludere patologie specifiche gastroenteriche, endocrine e sistemiche.  

La via di somministrazione orale ha un'efficacia comparabile a quella degli altri metodi (sondino nasogastrico, endoscopia ed enema rettale), con i vantaggi di una più facile e sicura somministrazione e con cadenza giornaliera.

Il materiale fecale è incluso in capsule vegetali HPMC a rilascio ritardato.
E' preferibile somministrare l'FMT a stomaco vuoto prima del pasto.

QUALI POSSONO ESSERE LE CAUSE DI INSUCCESSO?

Dalle prime evidenze scientifiche l'insuccesso sembra essere correlato al mancato attecchimento del microbioma del donatore. Fattori che influiscono negativamente sono: un forte stato infiammatorio che rende l'ambiente inospitale, probiotici che competono con il microbioma e antibiotici che uccidono i nuovi microbi, cause genetiche. 

Poiché l'alimentazione svolge un ruolo chiave nella modulazione del microbioma intestinale, l'associazione con una dieta adeguata dovrebbe sempre essere presa in considerazione.

Seppure non esistano linee guida, gli esperti consigliano una dieta ad alta digeribilità e ipoallergenica, che riduca il substrato indigerito all'interno del lume intestinale (che favorirebbe una crescita batterica indesiderata) e la risposta infiammatoria. 

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